Stop agli incentivi per l’efficienza energetica.

Incredibile… Adesso anche il cercare di risparmiare, di ridurre i consumi energetici, viene di fatto ostacolato dal Governo Italiano.

Non solo si è opposto all’obiettivo di miglioramento del 20% entro il 2020, ma adesso si colpisce anche quella parte di virtuosi che si erano convinti a migliorare le condizioni energetiche dei loro stabili.

In pratica, si cancellano i vantaggi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica.

Si cancellano così gli effetti della norma introdotta due anni fa dall’allora ministro Bersani, norma che prevedeva la popssibilità di detrarre fino al 55% della spesa sostenuta per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, come ad esempio anche il cambiare gli infissi per mettere quelli con doppi vetri.

Quello che viene spontaneo chiedersi, è a chi giova questa inversione di rotta.

E non si vedono poi tanti interessati, se non i petrolieri ed i nuclearisti.

Quello che qesto Governo fa, in sostanza, è disincentivare l’ammordernamento delle nostre abitazioni, per portarle ad un livello di consumi più basso in quanto più efficienti.

E questo in pieno contrasto con tutti gli indicatori che dicono quanto sia indispensabile rivedere i modelli dei consumi energetici, come dice il trattato di Kyoto.

Per fare un parallelo, il nuovo Presidente degli USA, Obama, ha dichiarato invece la sua intenzione di creare qualche milione di posti di lavoro proprio nel campo delle energie alternative.

…. Washington ora intende fare ancora più di Bruxelles, riconquistando la leadership tecnologica della rivoluzione verde. Se a Roma si insiste nel denunciare i presunti costi delle politiche ambientali, la promessa elettorale di Obama è stata invece quella di creare nel giro di dieci anni 5 milioni di posti di lavoro nel settore dell’energia pulita e di arrivare a un taglio delle emissioni di C02 dell’80% entro il 2050.

Fonte

Quindi, gli USA hanno capito e si lanciano nella riduzione con obiettivi ancora maggiori di quelli Europei, noi andiamo nella direzione opposta.

Il dubbio nasce spontaneo: miopia o interesse ?

Ai posteri l’ardua sentenza…

ROMA – Il concetto di efficienza energetica si conferma decisamente ostico per il governo. Dopo la battaglia per impedire l’obiettivo del miglioramento del 20% entro il 2020 imposto dalla apposita direttiva dell’Unione Europea e dopo aver cancellato l’obbligo di certificazione energetica nella compravendita degli immobili, Palazzo Chigi ha dato un’altra picconata alle misure per ridurre la bolletta energetica nazionale. Questa volta la misura è contenuta nel recente piano anticrisi approvato dall’esecutivo e va a colpire la possibilità di ottenere vantaggi fiscali in caso di interventi di riqualificazione energetica.

La normativa introdotta un paio di anni fa dall’allora ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani prevede infatti l’opportunità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 55% delle spese sostenute, ad esempio, per installare un pannello solare o sostituire un impianto di climatizzazione o cambiare gli infissi alle finestre. Ma ora, con l’entrata in vigore del decreto anticrisi, accedere a questo incentivo sarà molto più difficile.

….

Un cambio di registro rispetto ai buoni risultati ottenuti sino ad oggi duramente criticato dall’opposizione e dalle associazioni ambientaliste. “Lo sconto fiscale del 55% sulle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali – denuncia il ministro ombra dell’Economia Pierluigi Bersani – era una tipica norma di sostegno all’economia e all’ambiente secondo priorità universalmente riconosciute dal Protocollo di Kyoto in poi. Anche questo viene vanificato, addirittura con effetti retroattivi. Per stare al concreto, chi ha realizzato l’intervento sulla sua casa nel 2008 potrà rimetterci fino a 15mila euro”.

(30 novembre 2008) Fonte

By | 2017-02-23T09:39:27+00:00 December 1st, 2008|Ambiente|0 Comments

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