In settimana la sentenza per la Caserma Diaz: la notte nera della democrazia

E’ attesa per questa settimana la sentenza per i fatti della Caserma Diaz, nei giorni oramai tristemente famosi del G8 di Genova.
Il tribunale deciderà delle responsabilità personali dei 29 imputati (poliziotti, dirigenti, comandanti, alti funzionari della polizia di Stato) accusati di falso ideologico, abuso di ufficio, arresto illegale e calunnia.
Perchè di quella notte, oramai è chiaro che è stata una repressione non solo ingiustificata, ma soprattutto organizzata, ordinata e coperta da funzionari di Stato.
Sembra un caso, ma ai tempi il governo era lo stesso di oggi, lo stesso governo che oggi continua a vedere come soluzione l’uso dei militari per ogni situazione nella quale gli riesca difficile il confronto, per ogni situazione nella quale appaia il “rischio” di manifestazioni di dissenso popolare.
Poco importa se si tratta di dimostranti contro le discariche nel napoletano, studenti in piazza contro la Gelmini, semplice microcriminalità o cittadini contrari ai lavori della TAV.
L’unica risposta che questo Governo riesce a trovare, come dichiarato per bocca del suo premier Berlusconi:
Silvio Berlusconi spinge sull’acceleratore della Tav e spiega che “lo Stato garantirà la possibilità di realizzare i trafori alpini del Corridoio 5 anche con l’uso della forza, così come ha fatto in Campania per l’emergenza rifiuti” (5 novembre 2008) fonte

Ma quello che emerge dal processo, è qualcosa che si rivela più che inquietante.
Non solo per i fatti in sè, per i quali forse qualcuno potrebbe trovare una minima spiegazione nella tensione accumulata in quei giorni, ma soprattutto per la dimostrata premeditazione di quel “raid punitivo”, sulle coperture istituzionali, sui silenzi e le reticenze che sono state evidenziate durante il processo stesso.

Com’è possibile “avere fiducia” in uno Stato che oggi risulta non solo complice ma addirittura mandante di un’azione che in nessun paese che abbia il coraggio di definirsi “democratico” sarebbe neanche pensabile.
Un’azione che pone il nostro Stato a livello del Cile ai tempi di Pinochet, più che a livello di democrazie occidentali.

UNO STATO che vessa e maltratta le persone private della libertà non è uno Stato democratico. Una polizia che usa la forza non per impedire reati, ma per commetterne, non può essere considerata “forza dell’ordine”. Fatti di questo genere distruggono la credibilità delle istituzioni più di tanti insuccessi dei poteri pubblici“. Valerio Onida, giudice emerito della Corte Costituzionale.

….

Il processo di Genova ha dimostrato ragionevolmente (e spesso con la qualità della certezza) che nessuna delle circostanze descritte dal portavoce del capo della polizia (capo della polizia era all’epoca Gianni De Gennaro) corrisponde al vero. Quelle accuse sono false, quelle ragioni sono inventate di sana pianta. Si dice che l’assalto (la “perquisizione”) fu organizzato dopo che un corteo di auto e blindati della polizia era stato, poco prima della mezzanotte, assalito in via Cesare Battisti con pietre, bottiglie e bastoni. Il processo ha dimostrato che non c’è stata nessuna pattuglia aggredita. Si dice che gli ospiti della Diaz fossero già feriti, quindi coinvolti negli scontri in città.

….

Nella scuola non c’è stata alcuna colluttazione, nessuna resistenza, soltanto un pestaggio. Nessuno degli occupanti ha tentato di uccidere con una coltellata il poliziotto Massimo Nucera. Due perizie dei carabinieri del Ris hanno smentito che lo sbrego nel suo corpetto possa essere il frutto di una coltellata. Nella scuola non c’erano molotov. Come ha testimoniato il vicequestore che le ha sequestrate, quelle due molotov furono ritrovate da lui non nella scuola la notte del 22 luglio, ma sul lungomare di Corso Italia nel pomeriggio del giorno precedente. La prova falsa, manipolata, è stata inspiegabilmente distrutta, durante il processo, nella questura di Genova.

….

In settimana il tribunale deciderà delle responsabilità personali dei 29 imputati (poliziotti, dirigenti, comandanti, alti funzionari della polizia di Stato) accusati di falso ideologico, abuso di ufficio, arresto illegale e calunnia. Quel che qui conta dire è che la responsabilità non penale, ma tecnico-politica di chi, impotente a fronteggiare i black bloc, si è abbandonato (per vendetta? per frustrazione? con quali ordini e di chi?) a pestaggi ingiustificati e indiscriminati, non può e non deve essere liquidata da questa sentenza. Centinaia di agenti, sottufficiali, ufficiali, dirigenti di polizia, funzionari del Dipartimento di pubblica sicurezza hanno mentito durante le indagini e al processo.

E chi non ha mentito, ha negato, taciuto o dissimulato quel che ha visto e saputo. Dell’assalto alla “Diaz” non inquieta soltanto il massacro di 93 cittadini inermi diventati in una notte “criminali” a cui non si riconosce alcuna garanzia e diritto. Quel che angoscia è anche questo silenzio arrogante, l’omertà indecorosa che manipola prove; costruisce a tavolino colpevoli; nasconde le responsabilità; sfida, senza alcuna lealtà istituzionale, il potere destinato ad accertare i fatti. Le apprensioni di sette anni raddoppiano ora che, decreto dopo decreto, si fa avanti un “diritto di polizia”. Il Paese ha bisogno di sapere se il giuramento alla Costituzione delle forze dell’ordine non sia una impudente finzione. Perché quel che è accaduto a Mark Covell e ai suoi 92 occasionali compagni di sventura rende chiaro, più di qualsiasi riflessione, come uno Stato che si presenta nelle vesti di sbirro e carnefice fa assai presto a diventare uno Stato criminale quando il dissidente, il non conforme, l’altro diventa un “nemico” da annientare.
di GIUSEPPE D’AVANZO

By | 2017-02-23T09:39:28+00:00 November 10th, 2008|Cultura e Società|2 Comments

About the Author:

2 Comments

  1. Mr.Wolf 12/11/2008 at 11:12

    Diaz, l´ultima immagine dello scandalo: ecco l´uomo che porta le molotov
    In una ricostruzione della Bbc si vede un uomo che introduce nella scuola le bottiglie incendiarie
    http://genova.repubblica.it/dettaglio/Diaz-l-ultima-immagine-dello-scandalo-ecco-l-uomo-che-porta-le-molotov/1544310

  2. 971390 13/11/2008 at 22:45

    questa sera è arrivata la sentenza, dovevo immaginarlo…… pagano i pesci piccoli, i veri colpevoli hanno l’immunità.
    Quelli che hanno pagato, lo hanno fatto con i saldi, forti sconti….complice anche la crisi finanziaria mondiale…..

    Prima o poi finiranno anche questi soprusi.

    saluti

Leave A Comment