Parma, caso Emmanuel: smantellato il “commando” dei vigili

Gli agenti coinvolti nel fermo dello studente ghanese non potranno più agire in borghese e occuparsi di operazioni speciali. Blocchetto delle multe alla mano saranno destinati a compiti amministrativi.
Il nucleo speciale dei vigili urbani di Parma, quello intervenuto al parco ex Eridania per l’arresto di uno spacciatore e il fermo di Emmanuel Bonsu, il giovane ghanese che ha denunciato di essere stato picchiato e insultato con epiteti razzisti, è stato di fatto smantellato. (fonte)

Una buona notizia, finalmente. Perchè questo conferma il racconto del ragazzo pestato dai Vigili di Parma .

Quindi, Emmanuel diceva il vero. Di conseguenza, i responsabili di Parma hanno raccontato il falso.

(questo il verbale redatto)

Perchè non solo hanno messo in dubbio il raccontro del ragazzo, ma si sono spinti a raccontare più di una versione volta a giustificare il loro operato.

Operato che non ha tenuto conto di un fattore: la civiltà dei cittadini.

Perchè proprio grazie alle testimonianze di altri cittadini, si è potuti arrivare alla verità: Emmanuel è stato aggredito, pestato, trascinato in cella e trattenuto SENZA REALE MOTIVO.

il Sindaco di Parma, tra i primi a difendere l’operato dei Vigili “sceriffi”, ha dichiarato che aspetterà la fine delle indagini per scusarsi…

Dopo aver annunciato sanzioni disciplinari nei confronti dei vigili coinvolti nel pestaggio, il sindaco spiega che non si scuserà, in nome dell’amministrazione, fin quando ogni aspetto non sarà chiarito

Capiamo il suo imbarazzo, del resto, come già detto, è stato tra i primi a sostenere i suoi agenti, quando tutti questi ed i loro dirigenti sostenevano che Emmanuel si era ferito “cadendo” (ricorda tanto quelle battute da film poliziesco…)

Qui un elenco delle notizie per seguire la vicenda:
Bonsu, l’inchiesta si allarga-Vigili ascoltati in procura
Bonsu, inchiesta si allarga – Interrogatori in arrivo
Bonsu, interrogatori nel fine settimana
E continuano a non chiedere scusa
Emmanuel “è innocente”. Cosa successe al comando?

Com’è potuta succedere una cosa del genere in una tranquillissima cittadina della ricca Emilia, quella Parma nota al mondo certo più per i suoi prodotti alimentari e per il gusto del bello che per atti di violenza?

Sicuramente è frutto di quella che è stata la concomitanza di una serie di fattori, dalla sbandierata necessità di sicurezza tanto cara al Governo da farne oggetto di campagna elettorale, alla sciagurata idea del Ministro degli Interni di affidare direttamente ai Sindaci la gestione di poteri che non sono mai stati nella loro competenza in questioni di ordine civile, allo strisciante razzismo verso gli extracomunitari.

Il tutto, mescolato con tanta sana improvvisazione, ha portato questo che oggi vediamo.

Bisogna inquadrare il fatto nei giusti tempi, cosa sempre più difficile oggi con il continuo avvenire di fatti che distolgono la nostra attenzione dalla notizia del giorno prima, travolti da un diluvio di avvenimenti che vanno dalle crisi mondiali alle “battute” sul Presidente USA.

Ed alcune passano sottovoce.

Ma restano nell’aria, anzi… nella rete, ed il compito che ci siamo prefissati come “pescatori” è proprio quello di “pescare o ripescare” queste notizie e “fissarle” in questo spazio, in modo che non ne vada persa la memoria.

Perchè un paese senza memoria, è un paese senza futuro.

Questa la notizia:

A darne notizia è il quotidiano locale Polis che racconta come da almeno una settimana i dieci agenti coinvolti siano stati destinati ad altre mansioni, operazioni di tipo amministrativo. Per loro, quindi, niente più divisa “speciale”, possibilità di effettuare operazioni delicate come l’arresto di spacciatori e retate antiprostituzioni. Dovranno indossare, sempre, la divisa tradizionale dei vigili urbani e non potranno più girare in borghese per fermare e controllare possibili sospetti. Non sono stati separati, continueranno a lavorare gomito a gomito, ma in operazioni più classiche dove al posto della pistola utilizzeranno il solo blocchetto delle multe. E questo fino a quando la magistratura non farà chiarezza sul loro operato, non spiegherà com’è stato possibile che uno studente sia stato inseguito, atterrato di fronte a testimoni e dopo un interrogatorio di diverse ore sia uscito dal comando di via del Taglio con il viso pesto e una busta con la scritta: “Emanuel negro”.
…..

Infatti, se ancora non sono chiare le responsabilità dei singoli agenti coinvolti, è stato accertato che Emmanuel Bonsu era in quel parco per andare a scuola, che non conosceva e non aveva avuto alcun contatto con lo spacciatore al centro dell’operazione, che non ha ferito alcun vigile urbano. Elementi totalmente in contraddizione con quanto sostenuto, nell’immediatezza dei fatti, dall’allora (oggi non più, n.d.r.)comandante Emma Monguidi e dall’assessore alla Sicurezza Costantino Monteverdi che avevano provato a giustificare il tutto parlando di un fermo movimentato, di una caduta accidentale del giovane a terra e infine di una sua violenta reazione ai vigili. E, infatti, entrambi risulterebbero indagati insieme agli agenti.
Di certo l’amministrazione comunale sta con grande ritardo attuando i provvedimenti che andavno attuati subito dopo il fatto. Dall’allontamento dei vigili coinvolti dalle missioni esterni. Stesso refrain per Monteverdi, alla luce di quanto sta accertando la magistratura, la sua posizione come assessore è ormai insostenibile. Si cerca di arrivare a gennaio e far passare il suo siluramento per un normale avvicendamento (forse correrà da sindaco a bedonia , forse gli troveranno una poltrona in qualche… ex municipalizzata),
(09 novembre 2008) fonte

By | 2017-02-23T09:39:28+00:00 November 12th, 2008|Cultura e Società|0 Comments

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