Saviano: un eroe di oggi.

Nell’Italia di oggi, soffocata da una società amorfa, incapace di guardarsi intorno, incapace di avere valori che non siano i propri interessi, guidata da una politica che è “mandante” di questa degenerazione in quanto esempio lampante del “fare i propri interessi”, soffocata da una mafia che rappresenta oggi per fatturato la prima economia nazionale, l’unico esempio di eroismo è quello di Roberto Saviano, autore del best-seller “Gomorra” che ha fatto e fa tremare un’organizzazione criminale come la Camorra.

Un giovane scrittore, un ragazzo che invece di dedicarsi a romanzi di facile impatto e vendite, invece di scrivere “biografie” di uomini di potere, come invece fanno i “soloni” di un certo “giornalismo”, ha scelto di raccontare quello che è nella realtà la vita della sua terra.
Senza facili reticenze, senza parafrasi, pane al pane, vino al vino, sangue al sangue.

Ed oggi, dopo tre anni, ancora vive, se di vita si può parlare, sotto scorta, minacciato “visivamente” dall’organizzazione criminale che ne ha decretato la morte.
Visivamente perchè questa non manca di far sentire la sua presenza costante, come ha fatto in occasione della sua conferenza a Mantova, nella quale in prima fila c’erano “gli avvocati” dei pardini da lui accusati e resi noti nel suo libro.

Roberto Saviano non è un magistrato, non è un poliziotto, è uno scrittore.
Ma quello che la magistratura non ha potuto, lui lo ha reso possibile.
Ha reso palese l’esistenza di una “qualcosa” che tutti sanno esistere ma che si preferisce “far finta” di non vedere.
Ha dato un volto, un nome a responsabili, mandanti, esecutori di quella mafia che soffoca lo Stato Italiano.

Perchè un eroe ?
Perchè combatte contro la camorra ? Non lo sono allora tutti quelli che lo fanno ?

Non è per questo che Saviano è l’unico eroe di questa misera Italia.
Sarebbe ingiusto nei confronti di chi lo fa tutti i giorni per strada, nei confronti di tutti quelli che hanno perso la vita nel farlo.

Saviano combatte con un altro “livello” della Camorra: quello politico, quello sociale, quello mediatico.
Combatte contro la commistione tra malavita organizzata e potere politico, potere sociale.

Saviano è un eroe perchè ha il coraggio di dire quello che tutti i giornalisti non hanno.
Perchè non toccava a lui farlo, ma lo ha fatto.

Com’è stridente il contrasto tra lui e quei “giornalisti” che hanno a disposizione potere, giornali, trasmissioni televisive quasi tutte le sere e che invece non sanno fare altro che incensare ilpolitico di turno, che non sanno scrivere altro che libri paludenti il potente di turno, che trasformano i loro programmi televisivi in “salotti del nulla da dire”, del gossip più inutile.

Sono questi i “mafiosi” che Saviano combatte, senza volerlo.
Sono quelli che hanno contribuito al sistematico nascondere la realtà, alla mistificazione di una realtà sociale nella quale l’influenza delle mafie è arrivata a insozzare tutto e tutti.
E’ il loro tacere che Saviano colpisce più duramente.
Perchè rende evidente e palese che sono questi i principali complici dei mafiosi.
Con il loro tacere, con il loro “sviare” il pensiero della gente, con i loro programmi vuoti e inutili, con il loro partlare del nulla, come se di nulla ci fosse da parlare.

Ed invece questo ragazzo ha dimostrato che la gente, noi, abbiamo bisogno di parlarne, di renderci conto che quello che viviamo veramente esiste, non è solo “una voce” ma una realtà.
Tutto il movimento che si è risvegliato intorno a lui, che intorno a lui si è alzato è la dimostrazione che la gente vuole che se ne parli, che si renda evidente quello che, chi più chi meno, vive sulla propria pelle tutti i giorni.

Questa sera (25 marzo 2009) Roberto Saviano è stato ospite nella trasmissione (una delle poche che lo hanno visto ospite tra quelle più “in voga”) di Fabio Fazio.
Ed ha parlato, come suo solito. Ha detto quello che continua a dire quando gliene danno l’occasione.
Ha parlato del silenzio, della diffamazione.
Le armi che la mafia sta usando contro di lui.
Non il tritolo, come contro Falcone e Borsellino. Quello fa troppo “rumore”, lo hanno capito.
Ma il silenzio… la diffamazione continua e continuata.
Le armi che tanti personaggi famosi (e faziosi) hanno usato ed usano nel loro ruolo di complici delle mafie.

Cosa dicono questi “signori” di Saviano?
Che è un “malato di protagonismo”, come se i morti ammazzati non fossero veri ma “comparse” del suo libro.
Che “ha fatto i soldi”, come se fosse una colpa il fatto di aver scritto un libro che la gente ha comprato spontaneamente perchè “vuole sapere”.

Chi sono questi “signori” ? Proprio quelli che dovrebbero invece fare quello che lui sta facendo.
Gente che è in televisione tutti i giorni a parlarci di gossip, di reality, che nascondono la realtà delle cose come si fa con la polvere quando la si mette sotto il tappeto.

Hanno avuto il coraggio spudorato di criticarlo, di attaccarlo apertamente dai loro programmi, dai loro “pulpiti” per screditarlo, per farlo apparire lui un approfittatore.
Uno in particolare, il più spudorato “servo” del potere, un tale che viene paragonato ad un cane fedele dal suo stesso referente politico, dal suo “padrone” nel senso letterale del termine, ha avuto il “coraggio” di paragonarsi a lui, al suo vivere sotto scorta.
Quell’Emilio Fede (in arte Emilio Fido) che trasmette in continuazione solo e soltanto la voce del suo padrone, da una televisione che fa guadagnare lui solo e che noi paghiamo in quanto abusivamente in onda e sotto sanzione europea.

Ha detto: “…se vuole gli dico io come si vive sotto scorta…”, rivelando che lui sarebbe scortato.
Scortato per cosa? Quando mai questo personaggio avrebbe mai detto qualcosa di tanto pericoloso ?
Forse, l’unico motivo per cui potrebbe avere una scorta è proteggerlo dalla gente comune.
Ma può stare tranquillo: non vale neanche uno sputo in faccia, peraltro sua abitudine come documentato da filmati in rete.

Ma non è l’unico, ovviamente, è solo uno dei tanti, come un altro ben più famoso e presente nella televisione di Stato, quel Vespa che passa tanto tempo ad occuparsi, a modo suo, untuosamente, dei politici, invece di fare il mestiere che dice di fare, il giornalista.

E della stampa? Come si può non citarla tra i complici delle mafie?
Quella stampa che ha permesso la diffamazione più spudorata:

Citazione

…una rassegna stampa del Corriere di Caserta che chiama “infame” il pentito in un titolo, che elegge a eroi i boss locali, amici dei politici. Le foto dei ragazzini ammazzati, quelli degli innocenti coperti da un lenzuolo, il sorriso di un carabiniere ventenne trucidato per vendetta. Il titolo diffamante: “Don Diana a letto con due donne”. Don Diana, il prete dell’impegno ucciso quindici anni fa.
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/camorra-8/saviano-monologo/saviano-monologo.html

Come si può permettere tutto questo ?

Eppure…
Quanti commenti di questo genere ho letto nei forum, quanta gente che ha avuto il coraggio di “sparlare” di Saviano, di accusarlo di “essersi creato” il personaggio.
Per non dire di quelli che hanno detto “se l’è voluta”.
Io stesso ho discusso con questa gente. Stasera, mentre scrivo, ho ricercato alcune discussioni in cui ho personalmente partecipato in uno di questi forum.
Scomparso… non c’è più nulla. Tutto cancellato.
Eppure c’erano, io ho scritto, ho detto.

Questa è la gente che più mi fa schifo. Questa è la gente peggiore, la più pericolosa.
Sono ancora più pericolosi dei camorristi veri.
Perchè ti colpiscono alle spalle, infangandoti, negando e distorcendo la realtà.
Creando il pensiero che “Saviano è un mitomane, che lo fa per soldi, che se l’è voluta”.

Come si può arrivare a tanto?
Questi sono quelli per cui davvero non vale la pena combattere, sono quelli a cui ti viene voglia di augurare di essere le prossime vittime della mafia.

Sono nato vicino Taranto, sono vissuto lì fino ai quattordici anni, prima di trasferirmi al nord.
La mafia esiste, eccome.
Ma quello che si vuole far credere, che i mafiosi siano “personaggi misteriosi”, invisibili è la più grande mistificazione che sono riusciti a creare.
Un mafioso non può essere “sconosciuto”, il suo potere nasce dal fatto che la gente “sa” chi è.
Non ci vuole molto a capirlo.
Per questo i più grandi latitanti sono stati presi nelle loro città d’origine.
Non si sono mai allontanati perchè per essere mafiosi, per avere il potere devono essere presenti, devon far sapere “chi sono”.

E la gente sa, sa esattamente chi sono.

Saviano sta combattendo questo, sta combattendo tutti quelli come coloro che lo hanno criticato e diffamato rendendosi complici della mafia.

Saviano è un eroe di oggi.

Quella gente, loro sono i mafiosi. Tutti quelli che hanno appoggiato la sua diffamazione, nascondendo e negando la realtà delle cose.

Un mafioso, molto spesso nasce in un ambiente che non conosce altro che la mafia.

Gli altri, quella gente, diventa complice per scelta, ed è molto più grave.

Sono questi che mi fanno veramente schifo. Non gli sputerei neanche in faccia.

Quello si fa ad un uomo.

Questi non lo sono.

Roberto Saviano. Non dimentichiamolo. Mai.
Parliamone, raccontiamolo, non taciamo.
Non diventiamo anche noi come quella gente.
Quelli non sono uomini.

Discussione nel Forum Politico di Notizie dall’Inferno

By | 2017-02-23T09:39:26+00:00 April 4th, 2009|Cultura e Società|2 Comments

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  1. Saviano: un eroe di oggi. 5/04/2009 at 0:27

    […] Approfondimento fonte: Saviano: un eroe di oggi. […]

  2. Saviano: un eroe di oggi. 5/04/2009 at 1:29

    […] fonte: Saviano: un eroe di oggi. posted under Film, […]

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