Seduto dalla parte del torto

Chi l’ha detto che la maggioranza abbia sempre ragione?
Chi ha stabilito che “vox populi” sia ” vox dei” ?

La storia ci insegna il contrario: di solito è la minoranza ad avere avuto ragione.
Il pensiero rivoluzionario ha sempre avuto bisogno di tempi lunghi per affermarsi.
Gesu’ di Nazareth parlò di uguaglianza, di donazione al prossimo, di sobrietà: gli preferirono Barabba e lo lasciarono mettere in croce.

Fu un poco colto romano, colui che infilò la daga nel ventre di Archimede, mentre questi era intento a disegnare cerchi nella polvere con uno stecco: “noli tangere circulus meos” e quello l’uccise.

Anche Socrate aveva ragione: si batteva contro la miopia dei “trenta tiranni” ma fu lui che dovette bere alla coppa di cicuta.

Aveva ragione anche Spartaco: nessun uomo deve essere privato della sua libertà e dignità; ma lo crocefissero.
Tranne poi, un secolo dopo , trovare degli emuli nel cristianesimo.
Anche loro furono crocefissi e dati in pasto ai leoni ma, alla fine, la storia diede loro ragione.

Aveva ragione Giordano Bruno, l’aveva Galileo, l’aveva Colombo: pensate il genovese sosteneva che la terra fosse rotonda, che bestialità.

Aveva ragione Darwin: l’uomo non l’ha fatto Dio con una polpetta di creta.
Aveva ragione Einstein: anche il tempo è “curvo” tutto è relativo, anche la fisica deterministica.

Torti e ragioni sono sempre definiti nel lungo periodo.
Le dittature hanno avuto torto e le democrazie ragione.

Quello che differenzia il pensiero banale da quelo colto è il dubbio: lo stolto, il dabbene, il mansueto, vivono di certezze e non si pongono troppi perchè: almeno, non si chiedono nulla che vada molto oltre il loro naso, il loro quotidiano, il loro immediato tornaconto.

La persona colta, nel senso che ha saputo nella vita accumulare esperienze e saperi e non si è mai fermata alle apparenze solo perchè queste erano parte delle convinzioni dominanti, ha sempre fatto del dubbio un metro di giudizio.
” cogito ergo sum” Penso , quindi “sono” : se non penso “sono” lo stesso; ma cosa sopravvive di me, se non ho il bene della ragione?

Io ho sempre insegnato una regola semplice ai miei figli: ” non fate mai una cosa semplicemente perchè la fanno tutti. Non abbiate paura di essere soli a sostenere il contrario. La cosa giusta è quella che la vostra ragione riconosce come tale”

La società contemporanea odia i perdente e lo si vede.
Secondo Murphy quando una cosa va male non può che andare peggio: questo perchè la gente non ama schierarsi dalla parte del “torto”.
E’ così nel calcio come nelle cose della vita.
Il consumismo ci ha abituato a parole d’ordine come “successo” “carriera” “denaro” “visibilità”.
A chi può interessare uno sfigato, un Diogene cagadubbi, un Socrate con le pezze al sedere che fa fatica a rimediare il pranzo con la cena?
Berlusconi non può che vincere: ha il denaro, il successo, è latore del pensiero moderato……tutto è dalla sua parte, tranne che, forse la ragione: quella che emerge alla distanza e che non è soggetta al giudizio immediato.
Quella che viene sempre contestualizzata nello spazio temporale e correlata alle altre in un rapporto causa-effetto.

Non è poi così male stare dalla parte dei perdenti ed essere perdenti noi stessi, se per vincere dobbiamo perdere la nostra ragione e le nostre ragioni.
In questo mondo tutto passa: la nostra vita dura non piu’ di dieci decenni e, andandocene, non portiamo via nulla da questo mondo.
Ma il tempo è galantuomo: è lui che fa vincere e che fa perdere; e non sempre i perdenti di ieri, ancorchè soli e sputacchiati, saranno i perdenti di domani.

Autore: Daniele – continua nel Forum Politico di Notizie dall’Inferno

By | 2017-02-23T09:39:26+00:00 April 3rd, 2009|Cultura e Società|0 Comments

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