Una questione di pelo.

Strano paese davvero, il nostro.

Un paese nel quale lo “stereotipo” del maschio latino, cacciatore, sempre in cerca di donne, è più forte di qualsiasi altra considerazione.

Tutto sembra oramai ruotare intorno solo ed esclusivamente alla “figura femminile” intesa nella sua unica rappresentazione di “preda” o trofeo da esibire per dimostrare la poropria superiorità.

E’ da anni che si discute dell’imbarbarimento della televisione, dell’uso somodato e fuori luogo della figura femminile come “accessorio” per ogni occasione.

E che viene presentata sempre nello stesso modo: svestita il più possibile, oggetto delle attenzioni dei maschi “potenti” che non resistono alla tentazione di sfruttare il loro potere per ottenere quello che vogliono.

Storia vecchia come il mondo, si dirà, niente di nuovo alla luce del sole.

Ecco, invece questa è la novità: oggi tutto avviene alla luce del sole.

Una volta, perlomeno, si cercava di salvare “l’apparenza”, c’era comunque un senso di “pudore” nell’esibire questi “trofei” maschilisti.

Oggi, nessun pudore, tutto avviene non solo alla luce del sole, ma anzi viene “pubblicizzato” tramite tutti i mezzi possibili, proprio per dimostrare il grado del proprio potere.

La cosa più grave, in tutto questo, è che oggi questa abitudine ha “contagiato” anche la politica, quella che dovrebbe essere una cosa seria.

Fino a che la questione rimane in un ambito di spettacolo, quale esso sia, resta una questione di moralità, di decenza. Opinabile, ma dai limiti fissati da quello che è sempre stato definito il “comune senso del pudore”, quel limite che, pur non essendo scritto da nessuna parte, la gente riconosce in base al normale comportamento nel vivere di tutti i giorni.

Ma quando questo limite viene “sforato” proprio dalla politica, tutto cambia, tutto diventa lecito.

Del resto, come giudicare immorale certi atteggiamenti se sono promossi proprio da un capo di Governo?

Fino a qualche tempo fa, le “attenzioni” di un signore di oltre settant’anni nei confronti di ragazzine che potrebbero essere sue nipoti, più che figlie, sarebbero state bollate come “morbose”, indecenti, inammissibili, al limite della pedofilia.

Segno dei tempi che passano? O solo un segno di profonda decadenza di quelli che si chiamavano “usi e costumi” di un popolo?

Com’è possibile oggi assistere alla “querelle” tra Berlusconi e la propria Signora, costretta a pubbliche “esternazioni” per difendere la propria immagine di moglie e madre dai comportamenti “machisti” del marito, troppo sensibile al “fascino” delle giovinette?

Perchè, se già le attenzioni verso altre donne possono giustamente essere fastidiose per una signora che ricopre il ruolo di legittima moglie e madre, come possono risultare quelle rivolte per di più a giovanissime ragazze? Non è forse più che lecito il suo risentimento?

Tanto più quando queste “abitudini” vengono reiterate nel tempo, nonostante le precedenti “uscite”.

Come non capirla? Come non apppoggiarla in questo?

Troppo facile per i “fans” del Premier bollare la signora Lario di opportunismo, accusandola come fanno di aver sfruttato gli averi del Premier per poi lamentarsi.

Ecco, in questa critica si vede benissimo quale sia oggi il senso comune: si trova tanto normale che una donna “accetti” di stare con un uomo per interesse (perchè questo sottendono nei loro ragionamenti i detrattori della Lario), al punto che non avrebbe neanche il diritto di lamentarsi del fatto che il proprio marito adesso “sposti” le proprie attenzioni verso altre, e per di più in età tanto giovane.

Dimenticando un piccolo particolare: la signora Lario è la “legittima consorte” di una personaggio politico di primo piano che oltretutto rappresenterebbe “il riferimento” per i cattolici Italiani.

La questione “Lario-vs-Berlusconi” non è solo una questione familiare.

E’ qualcosa che coinvolge molti aspetti ben più profondi, per una serie di motivi che, incredibilmente, sembra che la gente non riesca più a cogliere.

Il Signor Berlusconi non è un signore qualunque.

Ricopre un ruolo che lo porta ad essere costantemente sovra-esposto come immagine, ma che lo investe anche di tutta una serie di “obblighi” ai quali sembra refrattario, anzi, che sembrano infastidirlo.

E’ un qualcosa che và bel al di là della semplice questione morale, un qualcosa che investe l’immagine del paese intero.

Perchè lui è il rappresentante del Governo Italiano, il Capo dell’esecutivo. L’immagine che diamo.

Il suo comportamento non può più essere considerato come un qualcosa di “privato”. Smette di esser tale nel momento in cui accetta di rivestire una carica pubblica (come dice la definizione stessa… pubblica).

E quali aspetti va a danneggiare oggi questo comprtamento?

La politica… ridotta all’adulazione del potente, nell’attesa della sua “gratitudine”. Se non nella pretesa.

Una politica fatta basata su scelte personali che nulla hanno a che vedere con le capacità politiche del soggetto scelto dal potente.

Che capacità politiche hanno mai dimostrato delle ragazze che arrivano da spettacoli televisivi come “il Grande Fratello”?

O che non hanno fatto altro che le letterine o letteronze che dir si voglia?

Ecco, questo imbarbarimento della classe politica è figlio di quell’operazione di “distinguo” dai politici intrapresa all’indomani di tangentopoli proprio da Berlusconi, che dichairandosi “esterno” alla politica, ha proposto il modello di “politico non-politico” come soluzione al problema che invece era solo legato alla “partitica”.

Sconfessando i politici di professione, ha aperto la strada ai politici “derivati” dallo spettacolo, aggiungendo spettacolo allo spettacolo.

In questo modo abbiamo visto entrare in politica di tutto, dai presentatori alle veline, dagli attori/attrici agli aspiranti tali, per arrivare ad oggi, con la presenza di vallette nelle aule del Parlamento.

Era di questo che avevamo bisogno ?

Per rimediare al danno fatto dalla degenerazione creata dalla “partitica” dobbiamo privarci di persone che fanno della “politica” un mestiere?

Buttiamo il bambino insieme all’acqua sporca?

Eppure… tant’è. I politici vengono “criminalizzati” se lo sono di professione, preferendo a questi personaggi che nulla hanno mai avuto a vedere con la politica.

E cosa portano questi signori? Nulla… ma una dote ce l’hanno, obbediscono ciecamente al loro “signore”.

Perchè questo quello di cui ha bisogno Berlusconi, di obbedienza cieca e assoluta.

In una compagine politica nella quale lui decide tutto e di tutti, non c’è spazio per un ragionamento proprio, ma solo per l’obbedienza.

Anche a costo di figure come quella di questi giorni.

Questa vicenda apre tanti interrogativi, su tanti fronti.

Anche su quello delle “chi” accetta la parte e si fa accondiscendente.

Perchè non dimentichiamolo: qualcuno comunque ci sta, al giochino.

Pur di arrivare alla poltrona… tutto è lecito.

Un’altra cosa strana è l’atteggiamento della Chiesa, strano che stavolta taccia… non ha nulla da dire?

Non trova motivo stavolta di entrare nella “morale” dei cittadini Italiani come ha fatto nel caso Englaro?

Che strano… il “riferimento” dei cattolici Italiani si trova a dare questi esempi… e la Chiesa… tace.

Complimenti per la coerenza.

La Repubblica dei Nani e delle Ballerine è oramai compiuta. Siamone felici, ce la siamo voluta.

Come dice sempre Cetto Laqualunque (alias Antonio Albanese): “Chiù pilu pè tutti!”. Un profeta.

Pubblicato nel Forum

By | 2017-02-23T09:39:24+00:00 April 30th, 2009|Cultura e Società|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment