Guzzanti, Carfagna, Berlusconi: il triangolo no.

Dopo la “bomba” esplosa oggi con le dichiarazioni di Guzzanti riportate da tutta la stampa nazionale, notizia che ha costituito sicuramente il tema di oggi in tutti i forum e blog nazionali, ritengo opportuno andare a leggere cosa dice l’On.Guzzanti nel suo blog, potendo in questo modo essere sicuri della fonte, visto che in tante discussioni incontrate oggi, c’è sempre stato chi, vuoi per precauzione, vuoi per difesa improvvisata, ha messo in discussione le parole, le frasi, le citazioni.

Cosa ci può essere di meglio che “leggere” direttamente il pensiero dell’interessato ?

E’ una lunga intervista, che lo stesso Guzzanti fa a se stesso, prendendo spunto dalle domande che gli altri fanno.

Da quello che si evince, il bersaglio di tutto non è Mara Carfagna, ma Berlusconi in persona.

L’affaire Carfagna è solo un esempio, certamente scelto per la sua palese chiarezza, di come Berlusconi intenda la gestione del Governo, della sua coalizione e di tutto il movimento politico a lui collegato.

Questo è il vero oggetto della questione che Guzzanti ha sollevato.

Infatti, comincia con la questione Putin, con l’amicizia che il Premier ha sempre sbandierato e che “ha fatto vomitare” Guzzanti, come avevamo già riportato tempo fa.

Dopodichè, si passa subito alla questione scottante, l’attacco al Ministro delle Pari Opportunità (mai assegnazione fu più azzeccata..) Mara Carfagna.

Il tutto partendo dalla nota presentata dal Ministero dopo la nota vicenda con la figlia dell’onorevole Guzzanti, Sabina Guzzanti.

Perchè è questo il punto che scatena le ire dell’On. Guzzanti: il fatto di essere stato tirato in ballo nella reprimenda verso sua figlia Sabina, che, come ricorre spesso, è una “ragazza” di 45 anni.

Pertanto, direi anche giustamente, l’On.Guzzanti non vuole essere ritenuto in nessun modo responsabile delle azioni di Sabina, nè vuole essere considerato responsabile di un “mancato controllo patrenalistico” nei confronti della stessa.

Anzi, legge in questa nota, un messaggio quasi “mafioso”, un avvertimento trasversale:

R – Me ne stavo buono e tranquillo quel giorno e lessi proprio sul mio blog l’anticipazione di un comunicato ufficiale del Ministero delle Pari opportunità. Quel comunicato mi fece fare un salto sulla sedia.
D – Che cosa diceva?
R – Diceva che il ministro aveva deciso di querelare Sabina Guzzanti, e fin qui nulla di strano, ma il comunicato ministeriale, dunque governativo, certificava anche che la querelata, il cittadino Sabina Guzzanti, andava identificata come figlia del parlamentare Paolo Guzzanti del Popolo delle ibertà.
D – E perché?
R – Va a saperlo. L’effetto che il comunicato faceva era intimidatorio e sembrava contenere un messaggio trasversale: “Ehi, tu, Sabina Guzzanti, non dimenticare che abbiamo tuo padre in ostaggio”. Oppure, peggio ancora: “Ehi tu, Paolo Guzzanti, guarda che noi non dimentichiamo chi è tua figlia”.

Articolo

Questo messaggio, Guzzanti lo interpreta come un attacco personale, l’inizio di un linciaggio che sarebbe ancora in corso, attaccandolo sul suo passato pseudo-comunista, cosa che lui smentisce categoricamente, pur ammettendo un passato socialista :

D – Cos’è questa storia del comunista. Lei è stato comunista?
R – Mai. Sono sempre stato un socialista, prima lombardiano e poi craxiano come l’80 per cento dei ministri in carica, da Brunetta a Frattini, da Craxi a Tremonti, come socialista è il capogruppo alla Camera il mio caro amico Fabrizio Cicchitto, mentre ex comunista è un altro mio amico che è Sandro Bondi e tanti altri. Se fossi stato comunista non avrei alcuna difficoltà a dirlo, ma sono sempre stato un socialista aspramente anticomunista e sentirmi dare oggi del comunista mi fa toccare con mano l’orrore di una buona parte della gente per la quale scrivo da tanti anni. Dunque: non sono mai stato comunista, non rispondo di mia figlia, ho solidarizzato con lei sul solo fatto che la Carfagna l’abbia identificata come “figlia di”, punto e basta. Il resto è piccolo stalinismo da portineria.

Ora, ci si chiederà: e perchè attaccarlo ? Cosa ha fatto Guzzanti per meritarsi un attacco simile ?

Il deputato di Forza Italia, vede questo attacco come la risposta alla sua contestazione interna verso il leader maximo del PdL, verso quel Silvio Berlusconi che tutto decide, tutto assegna, tutto comanda.

D – Lei pensa di andarsene dal Pdl?
R – Ma non ci penso nemmeno. Ci mancherebbe altro ! Io mi batto per la democrazia nel mio partito, che è il mio partito perché da dieci anni do il mio sangue a questo partito, per il quale – mi riferisco a Forza Italia- io lanciai una fortunata campagna proprio sul Giornale, da cui poi nacque questo blog.
R – Cioè?
D – Era l’autunno 2006, ancora Litvinenko doveva morire e non sapevo che cosa mi aspettava. Si parlava di politica. Allora un giorno mi telefonò il grande direttore del Giornale, Maurizio Belpietro, che mi chiese se volevo inaugurare una serie di articoli con cui stimolare Forza Italia al rinnovamento. Io scrissi un articolo durissimo, quasi violento, intitolato “la Forza Italia che vorrei”. Fu una bomba. Arrivarono migliaia di lettere e Il Giornale ne pubblicò per molti giorni intere paginate. Un successo. Avevo toccato il nervo scoperto di un malessere interno al partito: la sua pochezza periferica, la mancanza di democrazia interna, il pressappochismo, l’affarismo, il dilettantismo, il liderismo ai confini del culto della personalità. Dicevo che bisognava creare un grande partito democratico e liberale che risorgesse dalla batosta elettorale con una iniezione di democrazia interna, per ora del tutto assente. Fu un successo clamoroso che mi provocò naturalmente molti nemici. Fu allora che in parecchi cominciarono a guardarmi storto.
D – E lei pensa che quella battaglia sia ancora possibile?
R _ Io penso che sia mio dovere condurla fino in fondo, altro che andarmene, altro che dimettermi.

Ma ecco il primo affondo, parlando dei suoi colleghi.

Guzzanti afferma che questi sono satti costretti a fare dichiarazioni contro di lui, ma lo hanno chiamato prima di “doverle” fare per solidarizzare con lui.

Perchè sostiene che il partito non sia un vero partito politico, ma una “proprietà” di Berlusconi, nella quale questi fa e dispone a suo completo piacimento, circondato com’è da personaggi adulanti e asserviti.

D – Lei sostiene che il Pdl è come un partito comunista sovietico?

R – No. Ma è un partito totalitario: non è previsto (più che ammesso) dissenso, non è gradito che si ragioni con la propria testa, non è gradito che si lancino temi e discussioni. Non è gradito nulla.

Ecco il punto: la supremazia assoluta di Berlusconi, che non lascia spazio agli altri, al partito che viene fagocitato dal suo creatore e che non esiste senza di esso.

E cosa c’entra oggi la Carfagna ?

Il collegamento con la Carfagna arriva portandola come esempio di quello che già sostiene Guzzanti: è l’esempio di come il premier “posizioni” i suoi preferiti senza una logica politica ma solo per “premiare” i fedelissimi che meglio lo servono:

Il punto, l’unico punto che conta (e lasciamo perdere la Carfagna, facciamo finta che non esista) è: è ammissibile o non ammissibile, in una democrazia ipotetica, che il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente? Potrebbe essere il suo giardiniere che ha ben potato le sue rose, l’autista che lo ha ben guidato in un viaggio, la meretrice che ha ben succhiato il suo uccello, ma anche il padre spirituale che abbia ben salvato la sua anima, il ciabattino che abbia ben risuolato le sue scarpe.

….

Affrontiamo per favore il solo problema generale, che è quello che ho già indicato: è lecito o non è lecito che si faccia ministro in uno Stato immaginario e anzi in un Pianeta di un’altra costellazione, una persona che ha come suo merito specifico ben soddisfatto il capo del governo?

Sì o no? Lasciamo perdere per favore, il caso di una povera ragazza, ministro per caso, insultata da un’energumena su una piazza piena di loschi figuri. Lasciatela in pace.

Fate con me un passo avanti alla maniera dei classici greci: dibattiamo solo sul principio.

E’ lecito o no? Grazie.

Articolo

Ecco il punto, secondo Guzzanti.

E’ questo il piano su cui lui vede lo scontro con Berlusconi.

Il merito.

Bel tema in Italia, paese che mai come oggi vede la meritocrazia un qualcosa dialieno ai più, meritocrazia gestita e decisa dal solo capo, padre e padrone.

Non la Carfagna, ma il merito per il quale ella siede oggi in parlamento.

E le famose intercettazioni ? Guzzanti dice di “conoscere” le persone che le hanno lette, e nella risposta ad un commento, fa anche un nome:

IL PROBLEMA NON E’ QUELLO DI DARE O NO DELLA DONNA DI FACILI COSTUMI A UN MINISTRO, MA DI CHIEDERSI SE PUO’ ESSERE VERO O NO QUEL CHE HA DETTO NON SABINA GUZZANTI, MA IL DEPUTATO DI FORZA ITALIA MARGHERITA BONIVER CHE HA RACCONTATO DI INTERCETTAZIONI IN CUI, RISPETTO ALLE COSE DETTE DA SABINA A PIAZZA NAVONA “C’E’ DI TUTTO E DI PIU’”. (fonte)

Quindi, qualcuno, di cui adesso conosciamo nome e cognome, ha letto e sa.

Chiederle di parlare ? Perchè ?

GLI PORTI QUELLA CHE HO PUBBLICATO IO SUL BLOG E GLI CHIEDA: POICHE’ DEI PARLAMENTARI AFFERMANO CHE ESISTONO REGISTRAZIONI SECONDO CUI ESISTONO CARRIERE POLITICHE DI SUCCESSO INCREMENTATE DA IPOTETICHE ABILITA’ ESTRANEE AL CONTESTO – EHEM, CHIAMIAMOLE COSI’ – TI SEMBRA, CARO GENITORE CHE SI TRATTI DI UN CASO DI VOLGARE INSULTO O DI UN CASO POLITICO E COSTITUZIONALE? (fonte)

Ecco il perchè.

Perchè oggi, nel nostro Parlamento, siedono persone scelte non per meriti politici o di pubblico servizio, ma per meriti “privati” o di “servizio privato”.

E’ da qui che dobbiamo cominciare a pensare.

Come giustamente si chiede l’autore dell’articolo: è lecito ?

By | 2017-02-23T09:39:28+00:00 November 4th, 2008|Politica|0 Comments

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