Le differenze tra i casi Marrazzo e Berlusconi.

La vicenda che colpisce il Presidente della Regione Lazio, Marrazzo, evidenzia una profonda differenza nei comportamenti e nei giudizi rispetto a quella con Berlusconi.
I supporter di quest’ultimo vogliono equiparare le due cose per “fissare” ancora una volta quello che è il loro concetto di base, con il quale vorrebbero “salvare” il Premier: nel privato sono tutti uguali, tutti fanno le stesse cose, tutti sono “sporchi”, quindi nessuno è colpevole di nulla.

Strano però il loro accanimento nel chiedere le dimissioni di Marrazzo, mentre, per lo stesso identico motivo, non lo ritengono necessario nel caso di Berlusconi.

C’è differenza tra i due casi? Io direi proprio di no.
Vediamo un attimo come stanno le cose e confrontiamole.
Allora, Marrazzo viene accusato di “qualcosa” che ha a che fare con la sua sfera privata, e per questo viene ricattato.
Una volta scoppiato il bubbone, si ritiene che debba dimettersi.
Berlusconi è anche lui accusato di “qualcosa” che ha a che fare con il suo privato, ma ci si guarda bene dal chiederne le dimissioni.

Questa prima differenza la fanno sia a sinistra (che strano…) sia a destra.
Francamente non la capisco… ma andiamo avanti.

Marrazzo è la terza vittima di questa “faida” volta a dimostrare che se tutti sono uguali, nessuno è colpevole di nulla…
La prima vittima è stato Boffo, linciato pubblicamente dal giornale della famiglia Berlusconi affidato al “kapò” del giornalismo italiano Feltri.
La seconda vittima, questa volta vittima del TG5 (sempre di famiglia Berlusconi), è stato il giudice “dai calzini azzurri”, per sua fortuna aggredito da un incapace emulo di Feltri, Brachino, costretto immediatamente a scusarsene (ma intanto l’avvertimento mafioso è stato inviato… e fu Berlusconi ad anticiparlo ai media… “ne vedrete delle belle su un giudice”).
La terza è oggi Marrazzo.
Di sicuro, qualcuno sarà pronto a sostenere che questi non è vittima di Berlusconi ma solo di una banda di ricattatori.

Peccato che proprio oggi si venga a sapere come Berlusconi (guarda caso) fosse già a conoscenza del video ed avesse avvisato Marrazzo.
Questo sta a dimostrare come Berlusconi sia in realtà il “grande manovratore”: la notizia gli è stata passata da quel “bel personaggio” che è il direttore di “Chi”, settimanale gossipparo del gruppo editoriale che fa capop alla famiglia Berlusconi.
Se Berlusconi non è quello che dice, ovvero il manovratore, perchè lui “non si occupa più” degli “affari di famiglia”, perchè il direttore di quel settimanale ha ritenuto di doverlo avvisare?
Perchè non ha avvisato invece, come sarebbe stato corretto se proprio si vuole avvisare qualcuno, il diretto interessato?
Perchè non si è rivolto alla magistratura per una evidente questione di ricatto in corso?

ROMA – Berlusconi lo aveva avvertito. Il governatore “sospeso” Piero Marrazzo venne avvisato del ricatto. Ossia che quattro carabinieri della sezione Trionfale di Roma avevano confezionato un video compromettente. Girato ai primi di luglio in via Gradoli.

Ad avvisare Marrazzo – confermano a “Repubblica” – fu lo stesso primo ministro. Ad un settimanale del suo gruppo editoriale, “Chi”, i ricattatori avevano infatti offerto l’intero pacchetto. E a quel punto, il direttore del periodico informò il presidente del Consiglio. Berlusconi si dichiarò contrario alla pubblicazione dell’intera vicenda. E nell’avvertire Marrazzo diede garanzie sul comportamento dei media di sua proprietà. In particolare di quelli riferibili alla Mondadori.

Una versione che lo stesso Cavaliere ha confermato ai suoi fedelissimi precisando di non essere intervenuto nella vicenda e di aver anche indicato agli “ambasciatori” del Governatore chi aveva proposto l’acquisto del video. Nella sostanza aveva suggerito di contattare i detentori del filmato per provare a ritirarlo dal mercato. Anche se, chi è stato coinvolto nell’inchiesta, non esclude che le garanzie fossero state basate proprio sulla avvenuta acquisizione e sulla messa in sicurezza del filmato.
Fonte

Il perchè è evidente: non si voleva diffonderlo ma usarlo a scopi “diversi”.

Perchè l’obiettivo non era farlo dimettere, ma solo dimostrare che “tutti commettono peccati, quindi nessuno è colpevole più di altri”.
Con questo, si vuole solo trovare un’uscita alla situazione in cui il Premier si è cacciato da solo.

Quindi, vediamo nello specifico, è una questione che attiene al privato? Certo…
Sono liberi di fare quello che vogliono nel loro privato? Certo…
Però… qualora vengono beccati, devono affrontarne le conseguenze e dimettersi.

Perchè? E’ una questione morale? C’è differenza morale tra le due situazioni?
Nessuna, a meno che si voglia sostenere (non si sa in base a quale criterio..) che sia più immorale un uomo che frequenta dei “trans” di un anziano (73 anni) che “frequenta minorenni” (Veronica Lario, ex-moglie del Premier).
C’è differenza? Direi proprio di no… altrimenti non si capisce come mai la pubblica opinione si scandalizzi tanto (giustamente) quando un anziano viene sorpreso nei giardinetti a “giocare” con i minorenni”.
Forse che la differenza la fa il parco pubblico rispetto ad uno privato, in una villa ?

– Oggi a Marrazzo vengono imputati “l’uso di auto di servizio per andare..”.
E se invece vengono usati “aerei blu” o “motovedette blu” per farsi portare a casa le escort, è diverso?

– Nel caso Marrazzo spunta la cocaina… esattamente come nel caso Berlusconi.
C’è differenza se la cocaina la porta un “trans” invece che un “imprenditore amico per festeggiare” ?

No, non c’è nessuna differenza nelle “basi” dei due casi.
La differenza sta soltanto negli atteggiamenti tenuti dai due personaggi in questione.

Perchè Marrazzo non ha usato i suoi legali per bloccare la diffusione del video (come fece Berlusconi), promettendo denunce a chi lo avesse fatto (come fece Berlusconi), chiedendo il sequestro del filmato per “violazione della privacy” (come fece Berlusconi).
Non ha usato i legali per sfruttare ogni cavillo per nascondere il tutto (Marrazzo avrebbe potuto anche farlo, visto che i carabinieri ricattatori non hanno steso verbale dopo la famosa prima perquisizione, commettendo quindi a loro volta un reato.)
Non ha a disposizione un legale fatto Ministro per stendere “leggi ad personam”.

Ha fatto quello che ci si aspetta da una persona nella sua situazione: ha ammesso, anche se comprensibilmente a fatica, e si è fatto da parte.
Poco importa se si sia dimesso o sospeso, questi sono tecnicismi che nulla hanno a che vedere con il “focus” del problema.

Perchè il focus del problema lo ha dimostrato proprio il caso Marrazzo, ed è per questo che Berlusconi si era dichiarato disponibile a “trovare una soluzione”: salvando lui (Marrazzo) avrebbe trovato la strada per salvare sè stesso.

Il problema è che a causa del loro comportamenti privati, i personaggi pubblici diventano ricattabili.

Come Marrazzo viene ricattato da quattro carabinieri, chi ci assicura che Silvio non lo sia da altri, magari “ben più in alto” ?
Chi ci assicura che dietro (ad esempio) la discussa amicizia con Putin, personaggio tutt’altro che democratico e pulito (vedasi casi dei giornalisti uccisi, della Georgia, del gas ucraino), al punto di infastidire perfino un alleato storico come gli USA, non ci sia qualcosa che Putin può “rimproverare” a Silvio?
Conoscendo (oramai…) Silvio e conoscendo le “bellezze della Russia”… non ci sarebbe poi tanto da stupirsi.
E’ ovviamente una mia ipotesi, ma possiamo con certezza escluderla?
Il ricatto, non era l’arma che la D’Addario pensava di usare nei confronti del Premier che non aveva mantenuto le promesse fatte (elezione nelle liste, intervento per una questione immobiliare..) come le intercettazioni telefoniche oggi pubbliche hanno dimostrato?

Non è lo stesso mezzo (il ricatto, la minaccia..) che ha messo nei guai Boffo?

E’ esattamente la stessa cosa: sono ricattabili, perciò non adatti a ricoprire un ruolo pubblico.

Basta pensare se quel filmato, se quelle telefonate, fossero nelle mani delle mafie. Avere la possibilità di ricattare un politico permetterebbe di accedere a tantissime “occasioni” o avere “favori” particolari.
Basti pensare a queallo che oggi stiamo cominciando a vedere sulle trattative tra Stato e mafia.

Possiamo oggi escludere che ciò sia avvenuto o che possa avvenire?

No, non si può.
Se il personaggio pubblico è ricattabile, è pericoloso per tutta la società dello Stato.

Un pensiero va anche ai tempi passati. Forse che solo oggi i nostri politici sono “pruriginosi” mentre in passato erano tutti morigerati?
Certo che no, si sa benissimo che la passione per il “sesso di Stato” Silvio l’ha ereditata dal suo mentrore, Bettino Craxi, famoso “tombeur de femme”, come diverse di queste hanno apertamente dichiarato.

Quello che è diverso, è “il come” questi politici si tolgono certi sfizi.
Questa politca imbarbarita ha raggiunto l’apice della “sfrontatezza”, della sfacciataggine.
Una volta, come dimostrano i racconti delle partecipanti, certe cose avvenivano in occasioni “pubbliche” o molto private.
Oggi, tutto è sfacciato.
Basti pensare a come tutto questo è nato:
Berlusconi ha avuto la sfacciataggine di presentarsi, con tanto di scorta, con tanto di visite preventive per la bonifica dei locali, al compleanno di una delle sue “protette”, al diciottesimo… il che giustifica benissimo l’uscita di sua moglie (frequenta minorenni… plurale).

E’ stata questa sorta di “presunta impunità” a tradirlo, questo suo senso di assoluto potere (io faccio quello che voglio, sono il capo…) a farlo cadere nel fango.

Ed oggi cerca di dimostrare che se tutti sono sporchi di fango o se perlomeno sono in tanti ad esserlo, questo non costituisca un problema.

Invece è un grosso problema, grossissimo.
Se sono in tanti, vuol dire che bisogna cambiarne tanti.

Non è ammissibile che un personaggio che ricopre cariche pubbliche sia ricattabile.
Caso Marrazzo docet.

Ergo: tutti i ricattati o ricattabili devono dimettersi o autosospendersi, facciano loro.

Ma lo facciano e si pretenda che lo facciano.

Tutti, indistintamente.


Discussione nel Forum
By | 2017-02-23T09:39:24+00:00 October 26th, 2009|Politica|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment